Tracciabilità: Quality code per i vini

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Alcune aziende vinicole hanno deciso di integrare un nuovo codice a supporto della tracciabilità alimentare. L’annuncio è stato dato in occasione della 44esima edizione di Vinitaly, manifestazione di punta del settore vinicolo, recentemente conclusasi a Verona.

Il Consorzio Italia del Vino, costituito nel 2009 da un gruppo di aziende italiane di grande tradizione e rappresentatività nel mercato vitivinicolo nazionale ed internazionale (Banfi, Cantine Ferrari, Casa Vinicola Sartori, Casa vinicola Zonin, Gancia, Gruppo Italiano Vini, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Gruppo Santa Margherita, Tenuta La Palazza, Terredora), ha infatti deciso di dotarsi di un Quality Code e così poter offrire garanzie aggiuntive, rispetto alle norme vigenti, in termini di sicurezza alimentare, etica e tracciabilità delle produzioni.

“Si tratta di un progetto altamente innovativo – ha spiegato Ettore Nicoletto, amministratore delegato del Gruppo Santa Margherita e presidente di Italia del Vino – che, innanzitutto, evidenzia per la prima volta nel nostro Paese un nuovo modello di aggregazione e di confronto tra imprese. Il nostro, infatti, è un Consorzio privato nato per fare promozione ma anche per aprirsi a un confronto permanente e trasparente tra imprese e per dotarsi di un codice di comportamento in grado di dare garanzie aggiuntive sia sulla qualità dei prodotti che dei processi. Per questa ragione abbiamo avviato un protocollo di analisi e di controllo delle nostre produzioni su indicatori fino ad ora mai utilizzati nella prassi comune”.

Come ha sottolineato Nicoletto, il Quality Code nasce per dare informazioni aggiuntive sia al trade che ai consumatori. Per questo motivo i membri del consorzio hanno deciso di ufficializzare un iter di ceritificazione, sottoponendo le produzioni a controlli e analisi che utilizzano oltre 100 diversi indicatori.

Questo nuovo Quality Code – sottolinea il presidente di Italia del Vino – è stato concepito per dare maggiori garanzie anche in termini di sostenibilità ambientale delle nostre produzioni nonché di rispetto di norme etiche in relazione, soprattutto, alla trasparenza dei prezzi che siano garanzia di tutti i soggetti della filiera. Su questo fronte il nostro Consorzio sarà fortemente impegnato in quanto siamo convinti che l’attuale pericolosissimo abbassamento dei prezzi non solo determina perdita di competitività del nostro sistema produttivo ma inserisce anche il rischio di pericolose derive sul fronte della qualità dei vini. Andare sotto certi livelli di prezzi, pertanto, non solo è eticamente scorretto ma è anche pericoloso. Su questo fronte, grazie alla collaborazione con Unione Italiana Vini (Uiv), stiamo lavorando anche con le principali catene distributive italiane perché è un tema che coinvolge tutta la filiera produttiva e tutti dobbiamo sentirci responsabili. Per questo noi consideriamo la sostenibilità economica un tema di etica produttiva. Produrre senza poterne ricavare reddito è economicamente ed eticamente scorretto”.

Garantire prodotti che siano sostenibili dal punto di vista economico che garantiscano equilibrio all’interno dei diversi segmenti della filiera produttiva è la miglior garanzia che si possa dare al consumatore finale. Proprio dove non c’è equilibrio si annidano i rischi sulla qualità del prodotto finale.

Nel corso di un convegno organizzato da Confagricoltura, l’idea del Quality Code è stata occasione di una interessante riflessione da parte di Lucio Mastroberardino, vicepresidente Uiv,, che ha commentato: “Per troppi anni le aziende vitivinicole hanno delegato la responsabilità della comunicazione dei propri valori qualitativi a una serie di soggetti esterni, come per esempio le guide, che hanno spesso finito per costruire su attributi virtuali il successo delle imprese. In tempi di crisi come quelli odierni questo schema non funziona più, e alcune aziende hanno finalmente iniziato a confrontarsi sul fatto che il vino è soprattutto un bene tangibile, frutto di investimenti umani, ambientali ed economici. Poste di fronte a queste necessità, le aziende vitivinicole devono gestire direttamente la comunicazione dei valori concreti e misurabili che stanno alla base dei loro prodotti, come per esempio l’etica, la sostenibilita’ e la sicurezza”.

Tra i suggerimenti raccolti in occasione del Vinitaly, si segnalano i risultati emersi dal convegno secondo quanto emerso dal convegno ‘Vino, Web e Social Network: opportunità e responsabilità’. Gli operatori del settore, infatti, hanno dimostrato grande attenzione ai nuovi strumenti del marketing, sempre più orientato verso l’utilizzo spinto di barcode, Qr code e social network. Per emergere in un mondo fatto di migliaia di etichette e sfidare una competizione ormai globale, blog, Twitter, Facebook, ma anche Youtube si pongono come un nuovo strumento di comunicazione puntando, nel contesto, a realizzare una maggiore trasparenza e tracciabilità delle informazioni messe in rete.

Il ruolo dei consorzi nell’identificazione di tecnologie e protocolli a supporto della tracciabilità della produzione vinicola sta coinvolgendo diversi partner tecnologici, attivi su diversi progetti.

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