Qr Code su Panorama: il codice che cambia il modo di comunicare

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È una piccola rivoluzione per l’editoria quella che avviene sulle pagine di Panorama. Sul periodico infatti vemgono introdotti, per la prima volta in Italia, dei Qr Code: si tratta di quadratini composti da punti bianchi e neri che saranno apposti a fianco di 11 servizi e alcune pubblicità.

Questi Qr Code sono gli eredi “intelligenti” dei codici a barre e daranno accesso a contenuti multimediali extra da visionare con uno smartphone dotato di fotocamera e connessione ad internet.

Il meccanismo è semplice ma geniale: basta inquadrare con la fotocamera del cellulare il Qr Code che si vuole “leggere” e subito il codice viene riconosciuto da un apposito software che connette il nostro dispositivo portatile a contenuti multimediali extra. Contenuti digitali, impossibili da veicolare sulla carta stampata.

In pratica Panorama collegherà un articolo con pagine web, video, foto e tutto ciò che l’autore penserà sia utile al lettore: una vera e propria esperienza “crossmediale” che unisce audio, video e testo scritto per una “lettura” più ricca e completa. La tecnologia legata ai Qr Code – Qr sta per “Quick Response“, risposta rapida – è davvero interessante anche per altri fini.

In Giappone, patria della società che li ha inventati, i Qr Code sono ovunque e forniscono ogni tipo di informazione, da quelle nutrizionali dei cibi alle fotografie poste sulle lapidi al cimitero. A parte i ben noti eccessi nipponici, anche altre nazioni utilizzano i codici: a Londra sono presenti su pubblicità o su volantini di feste underground, per conoscerne l’ubicazione.

La “forza” dei Qr Code risiede proprio nella quantità di caratteri che possono contenere, ben 4.296 in un singolo quadrato. Ecco perché si stanno diffondendo a macchia d’olio, soprattutto nelle realtà tradizionalmente attente alle novità: Google ad esempio ha integrato i Qr Code sui biglietti da visita dei suoi dipendenti per una rapida memorizzazione dei contatti in un qualsiasi cellulare. Ma le aziende che fanno uso dei Qr Code sono molte di più e tutte di prima grandezza.

Alcuni nomi? Ikea, Pepsi, Ibm, H&M, Fendi, Harrods e Mc Donald’s. Insomma, sembra che l’erede del codice a barre abbia già la strada spianata.

Tornando all’iniziativa di Panorama – adottata anche dal periodico Class – è interessante notare come l’editoria italiana tenti un altro approccio al mondo dei contenuti sul web. Si tratta di un approccio più amichevole e molto diverso da quello fatto di vane battaglie legali contro la gratuità di internet. “Se non puoi battere il nemico, diventa suo alleato”, dice il proverbio.

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