Il vezzo è il messaggio

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Negli anni 80 Madonna, in un famoso videoclip, indossò una maglietta con un messaggio molto esplicito: «Italians do it better». Oggi il testo può essere più personalizzato e modificabile nel tempo, grazie all’incontro tra la tecnologia e la moda.La base tecnologica consiste nell’uso del codice Qr (un codice a barre bidimensionale contenente link e molte altre informazioni) stampato sulla maglietta e in un’applicazione realizzata dalla Bitmoov, a giorni scaricabile gratuitamente dall’Ovi Store di Nokia, che ha collaborato al progetto.

È, in effetti, l’ultima soluzione nata dal flusso delle innovazioni introdotte dalla realtà aumentata, ciò consente di conoscere la posizione geolocalizzata degli altri utenti della community (www.areyouguru.com/) inviata da cellulari di nuova generazione. Basterà appunto questo terminale mobile per impostare il proprio messaggio da visualizzare e in tal modo, per chi inquadrerà il Qr Code sulla maglietta, si mostrerà immediatamente lo stato che l’utente intende esporre in quel momento.

Questa personalizzazione del capo indossato consente l’interazione con gli altri membri della community e il collegamento con altri social network. È proprio lo scambio delle informazioni tra le persone il valore aggiunto da questa social t-shirt che è prodotta dal marchio Guru (una società controllata dal gruppo indiano Bfrl) e presentata al Pitti Immagine Uomo a Firenze settimana scorsa. «Da luglio – spiega Alessandro Rossi, chief technology officer di Bitmoov – i Qr Code stampati sulle magliette attualmente immesse sul mercato saranno leggibili da qualsiasi smartphone, ma non è che il primo passo. Sia l’applicazione sia la comunità si miglioreranno con sorprendenti funzionalità, tra le quali gli oggetti tridimensionali. L’obiettivo è portare il web in strada, sempre con sé».

Oggi intorno agli oggetti (auto, giornale e adesso vestiario) c’è la ricerca di stare più vicini, saperne di più e voler interagire con gli altri.Madonna con la sua t-shirt si limitava a comunicare il suo unico messaggio, ma si sa, era una ragazza che viveva in un mondo materialista. Quel mondo è rimasto, ma ora può arricchirsi, non con denaro, ma con un senso d’appartenenza alla comunità creata intorno all’oggetto posseduto.

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