Lo zoo di Santa Barbara sceglie il Qr code

zoo santa barbara
Nuova user experience allo zoo di Santa Barbara, in California, che offre un nuovo servizio ai suoi visitatori. L’edutainment si apre al multimedia 2.0, sfruttando i codici a barre di ultima generazione e il video-social network. I possessori di smartphone, infatti, fotografando il Qr code associato a ogni animale ospite dello zoo potranno guardare su YouTube un filmato di dettaglio.

“Molti dei nostri ospiti non sanno leggere – ha spiegato Julia McHugh -: tra i nostri più assidui visitatori, infatti, ci sono moltissimi bambini. La tecnologia Qr code, oltre a essere di per sé facile e intuitiva, non costituisce alcun problema anche per i più piccoli”.

I responsabili dello zoo hanno così deciso di sfruttare il codice a pixel mettendolo vicino alle etichette distribuite sui recinti e le gabbie del parco. In questo modo, i telefonini equipaggiati con l’applicazione apposita possono fotografare il Qr code e automaticamente essere linkati a YouTube e a un altro Internet browser contenente un videoclip dell’animale postato dallo staff.

“È possibile anche visualizzare clip dietro le scene – ha raccontato David Velasquez, direttore del servizio Ospiti – assistendo a situazioni e momenti interessanti e particolari. Spesso gli animali dormono o sono stato di quiete. Il coccodrillo, ad esempio, si muove poco e se ne sta adagiato in fondo all’acqua. Nel filmato, invece, si può osservare l’animale in uno dei suoi momenti più vivaci, in cui si dimena in modo curioso. La maggior parte dei video viene realizzata al nostro interno”.

Al momento i Qr Code sono dieci: il primo all’ingresso, che mostra un video introduttivo su Santa Barbara con un commento dell’attore Jhon Cleese che inaugura un divertente discorso di benvenuto. Gli altri nove, invece, mostrano sequenze filmate di alcuni animali come, ad esempio, l”elefante asiatico, con l’aggiunta di una colonna sonora musicale.

“Il Qr code è poco costoso – ha proseguito McHugh – ed è una soluzione molto flessibile. Abbiamo analizzato diverse soluzioni tecnologiche ma costavano davvero moltissimo. Utilizzare il codice data matrix, invece, significa solo investire nella stampa delle etichette Qr code”.

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